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Asso di spade carte trevigiane

Asso di spade carte trevigiane

Quando dico nessuno, intendo proprio nessuno. Posso osare dire che non sapevo cosa fosse davvero la solitudine prima di trasferirmi qui col mio ex compagno. Non sto esagerando. Quando litigavamo, e purtroppo succedeva spesso, mi ritrovavo a girovagare senza meta in una città gelida che conoscevo pochissimo. Ogni volta che vedevo un gruppetto di amiche sedute a qualche bar, mi veniva da piangere. Mi mancavano tanto le mie, di amiche. In condizioni normali, se litighi con il tuo fidanzato, esci, ti distrai un attimo e rientri a casa che non ti ricordi nemmeno più perché avevate discusso.

In quelle condizioni invece, tutto assumeva toni tragici perché eravamo soltanto lui ed io. Io e lui. Lui ed io. Non conoscevamo mai nessuno. Lui amava passare le serate guardando repliche di Otto e mezzo e altri programmi italiani su Youtube, diceva per tenersi informato. Io in realtà, sentivo che non ci stavamo per niente tenendo informati su quello che avevamo attorno. Vivevamo in una specie di isolamento di coppia.

Quando discutevamo, non solo non conoscevo nessuno con cui andare a bermi una birra per distrarmi un attimo, non potevo neanche, nella maggior parte dei casi, chiamare i miei amici di sempre, per questioni di fuso orario. Non mi rendevo conto di quanto fosse, invece, semplice e immediato a New York conoscere persone che spesso vengono da lontano e sanno cosa vuol dire arrivare qui e sentirsi completamente, totalmente soli. Insomma, scattano solidarietà pazzesche! I primi disegni delle piacentine infatti avevano i gambi dei bastoni tutti verso il basso, mentre sugli esemplari più moderni sono verso il centro.

Inoltre, nei primi mazzi, appariva lo stemma di Piacenza sul quattro di denari. Gli esempi più eleganti e dettagliati di questo stile furono disegnati per la fabbrica milanese di Ferdinando Gumppemberg si trova variato anche in Guppemberg o Gumppenberg nei primi dell'Ottocento. Un disegno abbastanza diffuso, invece, è quello eseguito dall'incisore Lattanzio Lamperti e commercializzato tra il ed il , ad una testa, oggi riprodotto da Modiano da non confondere con il mazzo piacentino di Modiano, che, dal , si trova a due teste.

Altri importanti stampatori furono: Le carte piemontesi sono simili alle Genovesi, dalle quali probabilmente discendono; sono carte a semi francesi, con le figure doppie di stile franco-belga. La divisione orizzontale delle figure le rende facilmente riconoscibili da quelle genovesi. Un ulteriore differenza rispetto ad altre carte di derivazione francese è la presenza di una ghirlanda ellittica intorno al seme degli assi, di colore identico a quello del seme o nero solo l'asso di cuori non è circondato da tale ghirlanda.

Sono diffusi mazzi da 40 carte, da 36 con asso, fante, donna e re e le carte numerali 6, 7, 8, 9 e 10 e da 52 come tutto il classico mazzo di carte anglo-francesi esclusi i due jolly. Sono le carte a seme francese più piccole d'Italia: Le romagnole sono carte in stile spagnolo a metà strada fra le carte napoletane e le piacentine, a figura intera, con mazzo da 40 carte. In questo mazzo, gli assi carte quasi in bianco ricordano quelli del Nord Italia. Coppe e spade, invece, rievocano quelle del Sud Italia. I bastoni, infine, sono quasi identici a quelli dei mazzi di carte spagnoli. Questo mazzo, proprio dell'Alto Adige, è l'unico usato in Italia a semi tedeschi cuori, sonagli, foglie e ghiande.

Il suo nome richiama la città di Salisburgo. Il mazzo è costituito da 36 carte nelle versioni d'Oltralpe e da 40 nelle versioni stampate in Italia, è privo di assi, tre e quattro. La carta minima è il due, seguono le carte numerali dal cinque al dieci e le tre tipiche figure tedesche: C'è, infine, una carta detta Weli , che funge da matta in alcuni giochi. Si tratta, in realtà, del sei di sonagli. Più che un mazzo di carte italiane tende più allo stile del mazzo di carte spagnolo: Is mertzas i semi sono cupas coppe , oros denari , bastos bastoni, dallo spagnolo "bastos" e ispadas spade. L'asso di denari rappresenta un'enorme moneta d'oro, proprio come quelli dei mazzi di carte spagnoli.

Sono simili alle napoletane, ma con dimensioni talvolta inferiori e proporzioni diverse. Anche qui, la donna prende il posto del fante. Il re di denari è detto anche matta ed ha un ruolo particolare in giochi come il sette e mezzo ed il cucù. I bastoni vengono comunemente chiamati anche mazze , e i denari oro. Sono di dimensioni più piccole rispetto ad altre carte regionali, le figure meno elaborate ad eccezione dei quattro assi , ma con presenza di disegni supplementari di figure umane, animali e oggetti su diverse carte es.

Il mazzo è da 40 carte e le figure sono intere. Probabilmente sono la derivazione con l'esclusione dei trionfi e di alcune carte numerali del Tarocco Siciliano le cui carte sono molto simili, se non addirittura uguali, al mazzo delle siciliane. Nei primi mazzi, il cavallo di bastoni o quello di spade raffigurava Garibaldi , che era anche presente nel tondino centrale del cinque d'oro prima della versione con la scena di biga presa da una moneta da 10 lire del Regno d'Italia ; uno dei re aveva le sembianze di Vittorio Emanuele II.

Il mazzo del Tarocco Siciliano è invece composto da 64 carte. Uno stile regionale di tipo francese caratteristico del Canton Ticino , rappresentato da una versione di carte milanesi, chiamate "lombarde estero" che presentano gli indici dei numeri e le scritte fante , regina e re sulle rispettive figure. Le carte toscane sono a seme francese, a figura intera con mazzo da 40 carte e vengono utilizzate in tutta la Toscana tranne nelle zone appenniniche come ad esempio la Garfagnana le fiorentine solo a Firenze e dintorni. Si differenziano tra loro per il formato: In passato le toscane presentavano figure con atteggiamenti diversi e solo nei primi del Novecento sono state uniformate alle fiorentine [5].

Fante e re vengono chiamati anche rispettivamente gobbo e regio e i quadri sono più comunemente chiamati mattoni. Inizialmente, il mazzo era costituito da 52 carte in quanto c'erano anche le carte numerali 8, 9 e Esempi di carte toscane: Le trentine sono carte in stile italiano. Il mazzo è composto da 40 o 52 carte; le "figure" o "carte vestite" sono intere, di disegno arcaico, con soli cinque colori privi di sfumature bianco, nero, blu, giallo, rosso.

Il valore delle carte dal 2 al 7 è riportato negli angoli. Il mazzo è riconoscibile per via dei re tutti e quattro assisi in trono. Spicca quello di denari col bollo d'imposta fra le gambe. Le carte trevisane, veneziane o venete sono diffuse in tutto il Veneto e in tutto il Friuli e sono a semi italiani. Il bollo d'imposta, quando necessario, era inserito sul re di bastoni dove oggi è presente il riferimento alla città di Treviso oppure sull'asso di denari. Originariamente le carte di corte erano a figura intera, ma progressivamente, nel XIX secolo, divennero a due teste. I mazzi attuali possono contare sia 52 che 40 carte ed il valore numerico di ogni carta è indicato in alto a sinistra e, capovolto, in basso a destra.

Talvolta la confezione include anche due matte. Originariamente i motti riportati sugli assi, variavano a seconda dello stampatore. I motti attuali si affermarono nel XIX secolo e, con minime variazioni di edizione, sono:. Il fante di spade è diverso dagli altri essendo barbuto, inoltre regge una testa mozzata con la mano sinistra ed è chiamato comunemente pampalugo mamalùc in friulano o vecia vecchia. Questo fante ha un ruolo importante in alcuni giochi in cui il giocatore cui rimane in mano alla fine della partita, perde. In alcune zone tutti i fanti sono detti vecie e in particolare quello di spade è detto vecia scapelada vecchia senza cappello.

Le Trevigiane si sono diffuse in tutta la penisola grazie soprattutto alla ditta Dal Negro di Treviso, attiva nella produzione sin dal , e, che nel corso dei decenni, ha sviluppato una gamma completa di carte da gioco che comprende anche mazzi personalizzati per giocare a Black Jack, Poker, Bridge. Le carte Trevisane, diffuse in tutto il Veneto e non solo, sono a seme italiano. Il valore numerico di ogni carta è segnato in alto a sinistra e, capovolto, in basso a destra.

La Briscola è un gioco di origine olandese portato in Italia dai francesi. Sono sufficienti dalle due alle sei persone per fare una partita. I giocatori più esperti conoscono tutti i segni e riescono a tenere a mente le carte già uscite.

Carte da gioco Venete o Trevisane

La caratteristica distintiva delle carte trevisane, come per le triestine, è la presenza di testi Asso di Spade: Non ti fidar se il cuor ti manca. Il mazzo si compone utilizzando 25 carte qui di seguito descritte: BASTONI: ASSO – DUE – TRE - FANTE – CAVALLO – RE SPADE: ASSO. Le trevigiane ne hanno tre motti (tutti tranne la spada: e tutti motti diversi). "Non val saper chi ha / fortuna contra", recita l'asso di Denari. Il significato dell'Asso di Spade negli arcani minori dei tarocchi. Originariamente le carte di corte erano a figura sull'asso di spade: «non ti fidar di me se il cuor ti. Su ciascun asso sono riportati dei motti che ricordano i rischi del gioco sull' asso di spade "Non ti fidar di me se il cuor ti manca"; sull'asso di denari "Non val . ASSO DI COPPE: Nei mazzi di carte italiane della cultura veneta l'Asso di me se il cuor ti manca (Trevigiane), oppure: il gioco della spada a.

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